Il percorso che porterà all’Assemblea nazionale sul futuro è stato presentato mercoledì alla Camera dei deputati, in un incontro con i rappresentanti dei gruppi parlamentari. L’iniziativa è promossa dall’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS) nell’ambito del progetto Ecosistema Futuro e prevede, a partire dal 2027, il coinvolgimento di un campione di cittadini estratti a sorte chiamati a elaborare proposte politiche da consegnare al Parlamento.

Il lavoro preparatorio è affidato a una Costituente composta da 52 persone: 40 giovani sotto i 35 anni e 12 mentor con esperienza istituzionale, scientifica e culturale, che partecipano senza diritto di voto. La Costituente, al lavoro da luglio, dovrà definire regole, architettura e temi dell’Assemblea, e concluderà i lavori a gennaio 2027. Nel corso dello stesso anno saranno selezionati i cittadini, con una sovrarappresentazione degli under 35. La seduta inaugurale si terrà a Parma, capitale europea dei giovani nel 2027.

Le ragioni dell’iniziativa

La moderatrice Manuela Rafaiani ha aperto l’incontro citando i dati alla base del progetto: solo il 22% degli italiani ritiene che il futuro del Paese nei prossimi dieci anni possa essere positivo, e appena un quarto pensa che le decisioni pubbliche tengano conto dell’interesse delle generazioni future. Il percorso, ha spiegato, segue gli standard dell’Ocse sui processi deliberativi e coinvolge oltre 100 soggetti, con 23 organizzazioni nel comitato scientifico.

Il direttore scientifico dell’ASviS, Enrico Giovannini, ha collocato l’Assemblea nel quadro normativo costruito negli ultimi anni: la riforma costituzionale del 2022, che ha inserito nell’articolo 9 il riferimento all’interesse delle future generazioni, e la legge del 2025 che ha introdotto la valutazione di impatto generazionale degli atti di governo. Secondo Giovannini, la norma non ha soltanto una funzione difensiva, perché stabilisce che le leggi della Repubblica “promuovono l’equità tra le generazioni”.

Giovannini ha illustrato anche le altre linee di lavoro di Ecosistema Futuro: un rapporto su Italia 2050 o 2061, anno del bicentenario dell’Unità, una collaborazione con la Rai per rendere accessibili i contenuti dedicati al futuro, programmi di educazione ai futuri con il ministero dell’Istruzione e le università, e una rete di 45 musei che dal 5 ottobre pubblicherà iniziative sul tema. Finora si sono svolte sei “piazze sul futuro” in diverse città, e una ventina sono in programma nelle prossime settimane.

Cattaneo: “Dov’è il nostro progetto per il futuro?”

La senatrice a vita Elena Cattaneo, tra i mentor della Costituente, ha chiesto ai gruppi parlamentari di dare rilievo alle politiche intergenerazionali, a partire da cultura, istruzione e ricerca. Cattaneo ha lamentato l’assenza, nel dibattito politico, di una riflessione su dove il Paese intenda trovarsi tra trent’anni e in quali ambiti voglia primeggiare.

La senatrice ha richiamato il dato indicato dal governatore della Banca d’Italia, secondo cui tra il 2020 e il 2024 circa 100.000 giovani laureati hanno lasciato il Paese. Ha poi criticato la decisione di destinare 2,3 miliardi di euro alla sospensione per un anno del bollo auto, di cui, ha riferito, 1,6 miliardi provenienti da risparmi del Pnrr. Risorse che, a suo giudizio, avrebbero dovuto servire “a progettare il futuro”.

I due presidenti

La Costituente è presieduta da due giovani, Alice Morabito ed Eugenio Russo. Morabito, iscritta quest’anno a Giurisprudenza, ha descritto tra i suoi coetanei un misto di entusiasmo e preoccupazione: molti sanno cosa vogliono studiare, ma non quale lavoro potranno svolgere. Ha indicato nella diversità di età, provenienza ed esperienze il punto di forza della Costituente.

Russo ha detto di non aver mai avuto rapporti con la politica prima di questo percorso. A suo avviso, negli ultimi anni la parola futuro è stata “abusata”: si parla molto di dare spazio ai giovani, ma mancano ascolto e dialogo capaci di tradursi in azioni concrete.

Gli interventi dei gruppi parlamentari

Il vicepresidente della Camera Sergio Costa, che ha ospitato l’incontro, ha ricordato il proprio contributo alla modifica dell’articolo 9 quando era ministro e ha sottolineato lo scarso numero di under 35 presenti in Parlamento. La capogruppo di Avs Luana Zanella ha ricordato la proposta di legge, prima firmataria Marianna Madia, per istituire assemblee di cittadini estratti a sorte, giudicando il progetto dell’ASviS “ancora più ambizioso”.

Maria Elena Boschi, presidente del gruppo di Italia Viva, ha sottolineato che l’Assemblea non intende sostituirsi alle istituzioni ma affiancarle, e che per i tempi scelti dialogherà con il prossimo Parlamento. Boschi ha osservato che spesso si legifera sulla base della notizia del giorno e ha ricordato che l’Italia è il penultimo Paese europeo per numero di laureati.

La capogruppo del Pd Chiara Braga ha rilevato che nella legislatura in corso quasi il 60% della produzione normativa è passata per decreti legge, nonostante l’articolo 77 della Costituzione ne limiti l’uso ai casi straordinari di necessità e urgenza. Enrico Costa (Forza Italia) ha auspicato un maggiore equilibrio tra decreti e disegni di legge, sostenendo però che anche misure con effetti immediati, come il sostegno a famiglie e imprese, possono avere una prospettiva di lungo periodo.

Matteo Richetti (Azione) ha avvertito i giovani della Costituente che il principale rischio del progetto è la retorica. Secondo Richetti, il rapporto con il Parlamento non basta, perché molti problemi non si risolvono per legge. Ha citato il caso di una psicologa costretta a scegliere tra un impiego da 1.100 euro al mese e un contratto negli Stati Uniti, invitando l’Assemblea a confrontarsi anche con le categorie produttive e i datori di lavoro.

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